La Biennale di Venezia: Willem Dafoe confermato direttore artistico
Fare teatro, in senso figurato, sta a voler dire esagerare, attirare l’interesse attenzione su di sé - dichiara il Presidente Buttafuocoo. Ecco, è tutto quello che non ha fatto Willem Dafoe in questi due anni di lavoro in Biennale. Dafoe ha portato in Laguna la ricerca, la tradizione, il rito e la cura. L’attenzione del suo programma si è concentrata sulla coralità, sul teatro che si fa con la carne umana, con lo spirito e con il sudore.
Dichiara da parte sua Willem Dafoe: “Sono grato per l’opportunità di continuare il mio lavoro come direttore della Biennale Teatro. Questi ultimi due anni di stretto coinvolgimento con la Biennale mi hanno permesso di esplorare il potere e la magia di quell’arte totale che è il teatro. Sono onorato di proseguire il mio lavoro con il Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, con l’intera e dedicata squadra della Biennale di Venezia e con Valentina Alferj e Andrea Porcheddu, partendo dalle basi gettate in questi primi due anni. Un’esplorazione appassionata in cui il fare teatro nasce da un impulso creativo e può non avere un obiettivo esplicito, ma è pienamente impegnato e non perde mai di vista la convinzione che sia l’esperienza collettiva a contare”.
Ultimi appuntamenti della Biennale Teatro 2026 questa sera al Teatro alle Tese dell’Arsenale (ore 18.00) con l’artista samoano Lemi Ponifasio e la sua nuova creazione, densa e visionaria, Star Returning: Venice e alle Tese dei Soppalchi (ore 21.00) con la coppia Jacopo Giacomoni - Silvia Costa, rispettivamente autore e regista di Tacet, lavoro iniziato sotto l’egida di Biennale College.
L’esplorazione delle culture dei cinque continenti con le straordinarie personalità coinvolte, al centro del programma della Biennale Teatro 2026, sarà raccontato dal documentario di Save the Date che Rai 5 trasmetterà il 10 luglio alle 18.00 e poi in replica su RaiPlay.
Crediti foto:
Willem Dafoe, ph Jacopo Salvi, Courtesy La Biennale di Venezia

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